
Giordano Bruno
Nato a Nola nel 1548 col nome di Filippo Bruno, entrò giovanissimo nell'ordine domenicano assumendo il nome di Giordano, ma la sua irrequieta curiosità intellettuale lo portò presto a percorsi filosofici eterodossi, nutriti da materialismo antico, averroismo, copernicanesimo e neoplatonismo. Il suo pensiero ruotava attorno all'idea di un universo infinito, composto da infiniti mondi e generato da un Dio altrettanto infinito. Lasciato il convento napoletano di San Domenico Maggiore, condusse un'esistenza errabonda attraverso l'Europa, insegnando e discutendo nelle principali università e corti del continente, dalla Francia all'Inghilterra alla Germania. Le sue posizioni, giudicate incompatibili con la dottrina cattolica, attirarono l'attenzione dell'Inquisizione, che lo arrestò e processò per eresia. Dopo un lungo processo durante il quale non rinnegò le proprie convinzioni, fu condannato al rogo e bruciato vivo a Roma il 17 febbraio 1600, in Campo de' Fiori. La sua figura è diventata nei secoli un simbolo della libertà di pensiero scientifico e filosofico contro l'intolleranza…



