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Edizioni Athena
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D'Annunzio al vaglio dell'Humorismo di Gian Pietro Lucini – copertina Edizioni Athena

Gian Pietro Lucini

D'Annunzio al vaglio dell'Humorismo

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Il libro

Saggio critico e polemico di primo Novecento che smonta con ironia tagliente il mito letterario di un celebre poeta-vate italiano. Attraverso un'indagine che intreccia biografia e opere, l'autore denuncia la posa, la vanagloria e le continue metamorfosi artistiche del personaggio, accusato di scimmiottare stili e mode per pura vanità: dal decadentismo sensuale alle pose dannunziane, dal misticismo francescano alle suggestioni nietzschiane. Con toni umoristici e sferzanti, il saggio smaschera la costruzione mitografica del Vate, la sua ricerca di effetto e la teatralità di un'esistenza vissuta come opera d'arte, restituendo un ritratto critico e dissacrante della retorica dannunziana e del suo pubblico adorante.

L’autore

Gian Pietro Lucini, pseudonimo di Pieter Lucini, nacque a Milano nel 1867 e morì a Breglia nel 1914; fu poeta, scrittore e critico letterario, a lungo contestato e poco considerato dalla critica finché non venne rivalutato da Franco Fortini ed Edoardo Sanguineti, che ne fecero riscoprire il ruolo di precursore delle nuove avanguardie poetiche italiane. Ebbe posizioni politiche eccentriche per il suo tempo, professandosi antiborghese, anarchico, antimonarchico e ostile alla Chiesa e all'esercito, tanto da essere incriminato per antimilitarismo e per offese ai regnanti. Laureatosi in Legge a Pavia nel 1892, si stabilì con la compagna, poi moglie, Giuditta Cattaneo nella residenza di Breglia. Collaborò dal 1905 con la rivista «Poesia» di Filippo Tommaso Marinetti e conobbe altri protagonisti dell'avanguardia come Corrado Govoni e Guido Gozzano, pur mantenendo verso il futurismo un atteggiamento critico. Nel saggio «Il verso libero» (1908) elaborò una riflessione originale, seppur talvolta confusa, sul simbolismo francese, contrapponendo ai valori decadenti di D'Annunzio l'eredità etico-formale di Carducci e Foscolo. La sua raccolta più nota, «Revolverate» (1909), fu poi riscoperta e curata da Edoardo Sanguineti, che ne recuperò anche il seguito inedito. Morì di tubercolosi ossea a soli quarantasette anni, dopo l'amputazione di una gamba.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 114
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-1842

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