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Edizioni Athena
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Antidannunziana: D'Annunzio al vaglio della critica di Gian Pietro Lucini – copertina Edizioni Athena

Gian Pietro Lucini

Antidannunziana: D'Annunzio al vaglio della critica

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Il libro

Pamphlet polemico che smonta con tagliente ironia il mito di Gabriele D'Annunzio, passando al vaglio della critica opere, gesti e retorica del Vate in nome di coerenza, sincerità e probità intellettuale. L'autore si dichiara apertamente pessimo caratterialmente per gusto di controcorrente, rivendicando il diritto di giudicare senza timori reverenziali la palude borghese della cultura italiana e i suoi idoli consacrati. Attraverso un confronto anche con altre figure letterarie europee, il saggio analizza l'energia stilistica e l'immaginazione dannunziana come specchio di un carattere costruito sulla posa e sulla ricerca insolente del successo. Un saggio antidannunziano lucido e sferzante, tra i più radicali della critica italiana di primo Novecento contro il fenomeno D'Annunzio.

L’autore

Gian Pietro Lucini, pseudonimo di Pieter Lucini, nacque a Milano nel 1867 e morì a Breglia nel 1914; fu poeta, scrittore e critico letterario, a lungo contestato e poco considerato dalla critica finché non venne rivalutato da Franco Fortini ed Edoardo Sanguineti, che ne fecero riscoprire il ruolo di precursore delle nuove avanguardie poetiche italiane. Ebbe posizioni politiche eccentriche per il suo tempo, professandosi antiborghese, anarchico, antimonarchico e ostile alla Chiesa e all'esercito, tanto da essere incriminato per antimilitarismo e per offese ai regnanti. Laureatosi in Legge a Pavia nel 1892, si stabilì con la compagna, poi moglie, Giuditta Cattaneo nella residenza di Breglia. Collaborò dal 1905 con la rivista «Poesia» di Filippo Tommaso Marinetti e conobbe altri protagonisti dell'avanguardia come Corrado Govoni e Guido Gozzano, pur mantenendo verso il futurismo un atteggiamento critico. Nel saggio «Il verso libero» (1908) elaborò una riflessione originale, seppur talvolta confusa, sul simbolismo francese, contrapponendo ai valori decadenti di D'Annunzio l'eredità etico-formale di Carducci e Foscolo. La sua raccolta più nota, «Revolverate» (1909), fu poi riscoperta e curata da Edoardo Sanguineti, che ne recuperò anche il seguito inedito. Morì di tubercolosi ossea a soli quarantasette anni, dopo l'amputazione di una gamba.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 179
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-1840

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