
Ricordi a mia figlia
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Il libro
Memoriale educativo settecentesco in cui un intellettuale illuminista milanese raccoglie consigli morali e pratici destinati alla figlia, tra virtù femminili, compassione verso gli umili e norme di comportamento nella società aristocratica lombarda. Attraverso riflessioni su modestia, dolcezza, gestione della casa e cura dell'immagine sociale, l'autore delinea un modello educativo che intreccia affetto paterno e rigide convenzioni di classe, offrendo indicazioni su come muoversi a tavola, ricevere ospiti e conquistarsi la buona opinione altrui. Il testo, permeato di sensibilità illuminista e insieme di tradizionalismo di genere, restituisce uno spaccato prezioso sui costumi educativi della nobiltà settecentesca, rivelando tensioni tra apertura culturale e persistenza di ruoli sociali rigidamente codificati per la donna.
L’autore
Nato a Milano nel 1728 in una famiglia della nobiltà lombarda, il conte Pietro Verri studiò presso i gesuiti di Brera e frequentò l'Accademia dei Trasformati, dove conobbe Giuseppe Parini, prima di arruolarsi brevemente nell'esercito imperiale durante la Guerra dei Sette Anni. Tornato a Milano, nel 1761 fondò insieme al fratello Alessandro e ad amici come Cesare Beccaria l'Accademia dei Pugni, nucleo da cui nacque la rivista Il Caffè, punto di riferimento del riformismo illuminista italiano attiva tra il 1764 e il 1766. Considerato tra i massimi esponenti dell'illuminismo italiano e fondatore della scuola illuminista milanese, affiancò all'impegno intellettuale una intensa attività amministrativa, ricoprendo incarichi pubblici che gli permisero di promuovere concrete riforme economiche, tra cui l'assegnazione a Cesare Beccaria della cattedra di economia pubblica. Scrisse opere fondamentali come le Meditazioni sull'economia politica, il Discorso sull'indole del piacere e del dolore — che influenzò profondamente Giacomo Leopardi — e le Osservazioni sulla tortura. Con l'ascesa al trono d'Austria di Giuseppe II, negli anni Ottanta del Settecento si allontanò progressivamente dagli incarichi pubblici, assumendo un atteggiamento critico verso il sovrano. Pubblicò anche una Storia di Milano (1783) e, ormai sessantottenne, partecipò nel 1797 alla fondazione della Repubblica Cisalpina. Morì a Milano nello stesso anno.
Scheda
- Autore
- Pietro Verri
- Area
- Storia e memorie
- Serie
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 63
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-729






