
Portafoglio d'un operaio
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Il libro
«Che rider non fece un venerdì che non volli mangiare d'una beccaccia da lui uccisa!»
Le carte di un operaio lombardo, il semplice Savino, raccolte e ordinate da Cesare Cantù su incarico dell'industriale Alessandro Rossi: così si presenta questo memoriale popolare, che dà forma di libro a scritti sparsi, annotazioni di ogni giorno, giudizi e riflessioni. Nessuna retorica romanzesca: la vita di fabbrica, i padroni e i compagni di lavoro, le frodi di bottega e le polemiche contro la fede sono osservati con occhio schietto, e l'uomo comune vi appare com'è, senza idealizzazione.
Nell'Italia postunitaria, tra dignità popolare e tensioni sociali, Savino riflette su governo, Chiesa e società, ricorda esperienze cooperative agricole europee, si interroga sul valore del lavoro e del risparmio. Ne esce la voce diretta di chi il progresso lo costruisce con le proprie mani, raccolta da uno storico legato al cattolicesimo.
L’autore
Cesare Cantù (Brivio 1804 – Milano 1895), storico e letterato di area romantica e cattolica, insegnò a Sondrio, Como e Milano, dove frequentò Manzoni e Grossi. Arrestato nel 1833 per sospetta appartenenza alla Giovine Italia, scrisse in carcere il romanzo Margherita Pusterla (1838). Deputato dal 1860 al 1867, fondò l'Archivio storico lombardo, scrisse la Storia Universale e diresse dal 1873 l'Archivio di Stato di Milano.
Scheda
- Autore
- Cesare Cantù
- Area
- Narrativa
- Serie
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 315
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-1083






