
Italo Svevo
Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz, nacque a Trieste nel 1861, allora parte dell'Impero austriaco, e morì a Motta di Livenza nel 1928. Scrittore e drammaturgo, trasse il proprio nome d'arte dalla duplice appartenenza culturale, italiana e austriaca, che caratterizzò la sua formazione in una famiglia della buona borghesia ebraica triestina. Costretto per motivi economici a lavorare come impiegato di banca per diciotto anni, iniziò parallelamente a scrivere articoli e racconti, pubblicando nel 1892 il suo primo romanzo, «Una vita», seguito da «Senilità» (1898) e infine dal capolavoro «La coscienza di Zeno» (1923), che portò finalmente la critica a riconoscerne il valore. Formatosi sui realisti francesi, sulla filosofia di Schopenhauer e sulla psicoanalisi di Sigmund Freud, introdusse nella letteratura italiana un'inedita analisi interiore della coscienza, venata di ironia e attenta ai moti nascosti della mente, che fece dei suoi protagonisti eroi negativi segnati da una condizione di crisi esistenziale. Il suo biculturalismo, mai vissuto come conflitto ma anzi rivendicato…











