
Edoardo Calandra
Nato a Torino nel 1852 in un'agiata famiglia borghese, Edoardo Calandra si dedicò inizialmente alla pittura storica e all'illustrazione di libri, lavorando tra gli altri per Giovanni Verga ed Emilio Praga. Passò poi al romanzo storico, che rinnovò introducendo, specie in «La bufera» e «Juliette», intenti psicologici già vicini al gusto drammatico del primo Novecento, risentendo dell'influenza di Stendhal e di Antonio Fogazzaro. Poco interessato alle vicende risorgimentali contemporanee, trasse ispirazione dal mondo patriarcale del Piemonte a cavallo tra Sette e Ottocento, un universo in declino tra gli ultimi bagliori dell'ancien régime sabaudo e i primi fermenti rivoluzionari. Appassionato di archeologia, nel 1878 condusse scavi a Testona che portarono alla luce una delle maggiori necropoli longobarde del Piemonte, circa 350 tombe con i relativi corredi. Il suo romanzo più noto, «La bufera» (1898), racconta l'affievolirsi dell'aristocrazia e l'ascesa della borghesia in un'Italia in trasformazione. Alla stessa vena si legano i racconti «Reliquie» (1884) e «A guerra aperta» (1906) e…





