
Carlo Formichi
Nato a Napoli nel 1871, fu orientalista, indologo e filologo tra i maggiori studiosi italiani di cultura sanscrita del Novecento. Laureatosi in giurisprudenza e poi in lettere, perfezionò gli studi orientalistici a Kiel sotto la guida di Paul Deussen e Hermann Oldenberg, per poi ottenere la libera docenza in filologia sanscrita e infine la cattedra di sanscrito alla Sapienza di Roma, dove insegnò fino al 1941. Su invito del premio Nobel Rabindranath Tagore, nel 1925 tenne un corso di sanscrito nel Bengala, e negli anni successivi fu chiamato a insegnare cultura italiana all'Università della California a Berkeley. Membro dell'Accademia dei Lincei, fu tra i primi accademici nominati nella Reale Accademia d'Italia, di cui divenne vicepresidente per la classe delle lettere, e nel 1933 guidò una spedizione scientifica in Nepal. Tra le sue opere principali si ricordano «Il pensiero religioso e filosofico dell'India» e «Apologia del Buddhismo», dedicate allo studio della filosofia e delle religioni indiane. Morì a Roma nel 1943.

