
L’irrazionale, il lavoro, l’amore
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Il libro
Saggio filosofico in cui Giuseppe Rensi riprende e approfondisce, a distanza di anni, le proprie riflessioni sul lavoro e sull'amore, già esposte nella Rivista di Psicologia e nel volume Le Antinomie dello Spirito, inquadrandole ora nella sua più ampia concezione dell'illogismo che sta alla base dell'Essere e dell'antitetismo inappianabile tra realtà e pensiero. L'autore esplora come le esperienze intime e mutevoli della passione amorosa e le trasformazioni sociali del lavoro nel primo Novecento rivelino la stessa irrazionalità di fondo dell'esistenza, giungendo a una concezione della moralità superiore come pura forma di gioco, in cui necessità e libertà, inclinazione e volontà finiscono per coincidere. Con stile meditativo e rigore scettico, il saggio rappresenta una delle riflessioni più mature del filosofo pessimista italiano.
L’autore
Giuseppe Rensi (Villafranca di Verona, 1871 – Genova, 1941) fu filosofo, avvocato e antifascista, naturalizzato svizzero. Laureatosi in giurisprudenza a Roma, esercitò l'avvocatura a Verona e aderì al Partito Socialista Italiano, dirigendo giovanissimo il giornale «La lotta di classe». Per sfuggire alla repressione seguita ai moti del 1898 riparò in Svizzera, dove visse un decennio, si sposò, divenne cittadino elvetico e fu il primo deputato socialista del Canton Ticino, oltre che redattore capo della rivista «Coenobium». Rientrato in Italia nel 1908, si allontanò dal socialismo per avvicinarsi all'interventismo e intraprese la carriera universitaria come filosofo del diritto, insegnando a Bologna, Ferrara, Firenze e Messina prima di stabilirsi definitivamente a Genova, dove tenne la cattedra di filosofia morale. La prima guerra mondiale segnò una svolta nel suo pensiero, spingendolo dall'idealismo verso uno scetticismo radicale esposto nei «Lineamenti di filosofia scettica» (1919) e nella «Filosofia dell'autorità» (1921), quest'ultima letta da alcuni come un'anticipazione dell'autoritarismo fascista. Dopo un'iniziale simpatia per il fascismo, ne divenne però un fermo oppositore, firmando nel 1925 il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Croce e pagando questa scelta con la sospensione dalla cattedra.
Scheda
- Autore
- Giuseppe Rensi
- Area
- Saggistica
- Serie
- I Sempreverdi
- Genere
- Filosofia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 284
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-307






