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Edizioni Athena
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Legione decima: romanzo fra l'anno XII dell'età fascista e l'anno 58 a.C. di Alfredo Panzini – copertina Edizioni Athena

Alfredo Panzini

Legione decima: romanzo fra l'anno XII dell'età fascista e l'anno 58 a.C.

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Il libro

Romanzo storico che intreccia l'Italia fascista degli anni Trenta con la conquista romana della Gallia: Ambrogino, giovane avanguardista milanese e cappellaio di mestiere, si appassiona alla storia della decima legione di Giulio Cesare, in cui si arruolarono un tempo i transpadani forti e non degeneri. Tra le manovre con la mitragliatrice nella Milano littoria e le pagine sulle battaglie contro Ariovisto e gli Edui lungo il Reno, Alfredo Panzini costruisce un doppio racconto in cui presente e antichità si specchiano l'uno nell'altro. Con ironia bonaria e affetto per i piccoli entusiasmi popolari, l'autore ritrae una gioventù italiana che cerca nel mito della romanità un'identità, mentre il narratore osserva con distacco malinconico la retorica del suo tempo, tra saluti romani, cupolini baschi e nostalgie imperiali.

L’autore

Nato a Senigallia nel 1863 da padre romagnolo e madre marchigiana, Alfredo Panzini trascorse parte della giovinezza a Rimini per poi studiare a Venezia e laurearsi in Lettere a Bologna, avendo tra i maestri Giosuè Carducci. Per quarant'anni insegnò al liceo Terenzio Mamiani di Roma, affiancando all'attività didattica quella di scrittore e lessicografo: fu tra i compilatori del celebre Dizionario Moderno pubblicato da Hoepli nel 1905, in cui raccolse una vasta messe di neologismi scientifici, giornalistici e di costume, opera più volte ristampata e aggiornata negli anni successivi. Autore prolifico di romanzi, novelle e racconti dal tono spesso ironico e malinconico, pubblicò tra gli altri Il libro dei morti, La lanterna di Diogene e Il mondo è rotondo, oltre a un diario sentimentale dedicato alla prima guerra mondiale. Nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali fascisti redatto da Giovanni Gentile e nel 1929 fu nominato accademico d'Italia. Fu solito trascorrere le estati nella sua casa di Bellaria, oggi divenuta museo. Morì a Roma nel 1939 e fu sepolto, come da suo desiderio, in Romagna, dove gli sono state intitolate una scuola e una via.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 112
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-109

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