
Le avventure di Giuseppe Pignata fuggito dalle carceri dell'Inquisizione di Roma
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Il libro
Memoriale autobiografico secentesco che ripercorre l'arresto, la prigionia e la rocambolesca fuga dalle carceri del Sant'Uffizio romano, raccontate in prima persona dal protagonista a chi ne raccoglie la testimonianza dopo lo sbarco ad Amsterdam nel 1694. Giuseppe Pignata, già segretario di più cardinali romani, narra il terrore dell'Inquisizione, l'ingegnosa evasione dal carcere e il lungo cammino da fuggiasco attraverso l'Abruzzo, tra locande di fortuna, incontri pericolosi e paesaggi da Sulmona a Popoli fino all'imbarco verso la libertà. Documento raro e avvincente sulla macchina repressiva della Controriforma, il racconto unisce suspense da romanzo picaresco e testimonianza storica di prima mano sulle carceri ecclesiastiche del Seicento.
L’autore
Le informazioni disponibili su Giuseppe Pignata nella fonte consultata non permettono di ricostruirne una biografia: il materiale a disposizione riguarda infatti contenuti editoriali del portale Liber Liber non riferiti direttamente all'autore, come una nota di ringraziamento ai collaboratori del sito, la presentazione di un romanzo dedicato alle avventure dell'agente Lemmy Caution e un commento musicale sulla Suite di danze di Béla Bartók. Non emergono pertanto dati certi su nascita, morte, formazione o produzione letteraria dell'autore in oggetto, il cui nome resta associato al catalogo della biblioteca digitale Manuzio senza ulteriori elementi biografici verificabili nella fonte fornita.
Scheda
- Autore
- Giuseppe Pignata
- Area
- Storia e memorie
- Serie
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 145
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-193






