
Matilde Serao
Nata a Patrasso nel 1856 da padre napoletano esule antiborbonico e da una nobildonna greca decaduta, Matilde Serao trascorse un'infanzia segnata da difficoltà economiche che le impedirono, per anni, di imparare a leggere e scrivere. Tornata con la famiglia in Italia, crebbe a Napoli respirando fin da bambina l'ambiente delle redazioni giornalistiche in cui lavorava il padre. Dopo il diploma magistrale lavorò come impiegata ai Telegrafi di Stato, esperienza che le ispirò in seguito un romanzo dedicato al mondo delle telegrafiste. Iniziò a scrivere su giornali napoletani con lo pseudonimo «Tuffolina», per poi trasferirsi a Roma, dove collaborò a lungo con il «Capitan Fracassa» firmandosi «Ciquita» e frequentò i salotti mondani della capitale. Il romanzo «Fantasia» (1883) la rese celebre, nonostante le critiche di parte della stampa letteraria. Considerata tra i massimi esponenti del verismo, fu anche pioniera del giornalismo italiano: prima donna nel paese a fondare e dirigere un quotidiano, il «Corriere di Roma», ripeté l'impresa con «Il Mattino» e «Il Giorno». Strinse una profonda…
























