
Mario Morasso
Mario Morasso nacque a Genova nel 1871 e, dopo un esordio letterario di ispirazione simbolista, si orientò progressivamente verso il mito della modernità, anticipando numerosi temi che sarebbero poi diventati centrali nel Futurismo, come l'esaltazione della velocità, della guerra e di una morale superomistica, teorizzata nel saggio «Uomini e idee del domani» del 1898. La sua opera più celebre resta però «La nuova arma (la macchina)» del 1905, in cui profetizzò come la tecnologia meccanica avrebbe rivoluzionato la civiltà contemporanea, anticipando in modo sorprendente le posizioni di Filippo Tommaso Marinetti. Collaborò con riviste culturali come «Il Marzocco» e «Il Regno», occupandosi anche di giornalismo sportivo e cronache automobilistiche. Dal 1908 si dedicò quasi esclusivamente alla propria rivista «Motori, cicli e sport», allontanandosi progressivamente dal ruolo di intellettuale di primo piano e restando estraneo al movimento futurista ufficiale, nonostante ne avesse anticipato molti temi. Caduto per decenni nell'oblio, fu riscoperto solo negli anni Sessanta grazie agli studi…



