
Avventure e osservazioni di Filippo Pananti sopra le coste di Barberia . Volume I I I
Filippo Pananti
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Nato a Ronta nel 1766, Filippo Pananti fu poeta. Rimasto orfano di padre, fu aiutato dallo zio materno, un medico illuminista, e si laureò in legge a Pisa. Le sue idee liberali, mal viste dopo l'invasione francese della Toscana, lo spinsero a un esilio volontario che lo portò a insegnare letteratura italiana in Francia e poi a stabilirsi a Londra, dove fu apprezzato come poeta e precettore della duchessa di York. Nel 1813, durante un viaggio di ritorno verso l'Italia, fu catturato dai pirati e ridotto per breve tempo in schiavitù ad Algeri, esperienza che raccontò nel volume «Avventure e osservazioni sopra le coste di Barberia», più volte ristampato nell'Ottocento; secondo la tradizione, l'episodio dei due connazionali che lo derubarono fingendosi amici avrebbe ispirato Collodi nella creazione del Gatto e la Volpe di «Pinocchio». La sua opera più celebre resta però «Il Poeta di Teatro», poema autobiografico dai toni umoristici. Morì a Firenze nel 1837 ed è sepolto nel chiostro di Santa Croce.
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