
Adolfo Albertazzi
Adolfo Albertazzi nacque a Bologna nel 1865 e vi morì nel 1924; fu scrittore, discepolo, amico e biografo di Giosuè Carducci, del cui cenacolo bolognese fu figura centrale. Insegnò a Mantova, Foggia e infine a Bologna, e collaborò assiduamente con il quotidiano «Il Resto del Carlino». Narratore prolifico, la sua opera divise la critica: Papini lo definì uno dei prodigi della letteratura italiana vivente, mentre Luigi Russo ne riconobbe l'ingegno pur giudicandolo povero di temperamento. Scrisse romanzi come «La contessa d'Almond» e «L'Ave», racconti nello stile di Maupassant venati di un particolare spirito ironico e di momenti lirici, saggi critici su Tasso, Foscolo e Carducci, e curò le edizioni di autori come Tommaseo e Oriani. Si dedicò inoltre alla letteratura per l'infanzia, con opere come «Asini e compagnia» e «I racconti di Corcontento». È sepolto alla Certosa di Bologna.






