
Voli di guerra: impressioni di un giornalista pilota
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Il libro
«Col muto linguaggio delle segnalazioni luminose, idrovolanti e motoscafi si erano ritrovati mentre le prime rose dell'alba si spargevano sulla gioia del ricupero, della salvezza, della missione felicemente compiuta.»
Otello Cavara, redattore del «Corriere della Sera», impara a volare su idrovolanti e dirigibili e porta in cielo, durante la Grande Guerra, lo sguardo del cronista. Il suo memoriale segue il passaggio dall'addestramento alle prime missioni, tra le prove degli allievi e l'attesa del brevetto, fino ai voli di bombardamento sul Carso, sul canale di Grado e sul cielo di Venezia, in cui è insieme pilota e osservatore.
Pagine di cronaca e di reportage fissano ciò che la guerra aerea, allora agli inizi, chiedeva al corpo e all'animo: le sensazioni del combattimento in quota, le notti illuminate dagli incendi sul fronte carsico, il ritiro degli idrovolanti da Grado, la strana serenità di una Venezia che sembra ignorare il conflitto. Tra tecnica aeronautica nascente, coraggio e spirito cavalleresco, il libro offre una testimonianza diretta di un conflitto visto dall'alto.
L’autore
Otello Cavara (Suzzara 1877 – Milano 1928) fu giornalista, collaboratore de «Il Tempo» e del «Corriere della Sera». Arruolatosi come pilota allo scoppio della Grande Guerra, dal 1917 prestò servizio nella squadriglia idrovolanti di Porto Corsini; da quell'esperienza nacque «Voli di guerra». Scrisse di musica e letteratura, fu in contatto con D'Annunzio e Pascoli e nel 1922 pubblicò «Il Milite ignoto», cronaca del trasporto della salma da Aquileia a Roma.
Scheda
- Autore
- Otello Cavara
- Area
- Storia e memorie
- Serie
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 104
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-1203






