
Voci e cose del vecchio Piemonte
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Il libro
Raccolta di memorie e folclore piemontese ottocentesco che restituisce il sapore della Torino di un tempo attraverso modi di dire dialettali, aneddoti e figure popolari. Alberto Viriglio evoca la nonna arca di saggezza spicciola, i vocaboli arcaici della città sabauda, i proverbi contadini sul tempo e le stagioni, i toponimi scomparsi e le usanze scomparse di un mondo vernacolo ormai perduto. Tra piazza Carignano, la Dora e il caval d'brôns, un affresco affettuoso di costumi, lingua e vita quotidiana del vecchio Piemonte.
L’autore
Nato a Torino nel 1851, Alberto Viriglio fu scrittore, poeta e giornalista, tra i principali esponenti della generazione legata al giornale «'L Birichin», pubblicato tra il 1884 e il 1928. Noto soprattutto per le sue opere in lingua piemontese, fu apprezzato anche come storico e divulgatore, e svolse una rilevante attività giornalistica in particolare per «La Voce del Popolo». Elaborò un proprio sistema di grafia per rendere alcuni suoni tipici del piemontese, un metodo poi adottato da altri scrittori come Augusto Monti, sebbene oggi caduto in disuso. Tra le sue opere principali figurano raccolte di memorie e impressioni sulla vita e sui costumi torinesi, come «Torino e i torinesi», «Vecchia Torino» e «Come si parla a Torino», insieme a componimenti poetici in dialetto come le «Rime piemônteise». Morì a Torino nel 1913, nella stessa via in cui era nato; la città gli ha in seguito intitolato una via nel quartiere Barriera di Milano, a testimonianza del legame duraturo con la sua terra e la sua lingua.
Scheda
- Autore
- Alberto Viriglio
- Area
- Storia e memorie
- Serie
- I Sempreverdi
- Genere
- Storia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 194
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-789






