
Le due deche dell'Historia di Sicilia
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Il libro
«condannò l’artefice a quel supplicio prima de gli altri, e volse ch’ei facesse la prova del suo artificio»
Pubblicato nel 1558, dopo vent'anni di ricerche, il «De Rebus Siculis Decades Duae» è il primo libro a stampa dedicato per intero alla storia della Sicilia. Fazello apre con la descrizione dell'isola, collocata tra Italia e Africa, con i tre promontori di Peloro, Pachino e Lilibeo che ne tracciano la forma triangolare, i mari che la bagnano, le distanze dalle terre vicine. Poi ripercorre i secoli: le guerre tra Siracusa e Cartagine, l'assedio di Dionisio, le campagne contro Entella ed Enna.
Geografia, memoria antiquaria e cronaca bellica si intrecciano in una narrazione che cita di continuo gli autori antichi, da Diodoro a Cicerone, e si sofferma sugli aneddoti, come quello del toro di bronzo di Perillo e del tiranno Falaride. Scritta in latino da un domenicano di Sciacca, l'opera resta un riferimento per la topografia e l'archeologia dell'isola e una testimonianza fondamentale della storiografia siciliana del Cinquecento.
L’autore
Tommaso Fazello (Sciacca 1498 – Palermo 1570), domenicano, storico e antiquario, è considerato il padre della storiografia siciliana. Entrato nell'ordine a Palermo, vi insegnò e fu predicatore stimato, dieci volte priore del convento e due volte provinciale di Sicilia. Dopo vent'anni di ricerche pubblicò nel 1558 il «De Rebus Siculis Decades Duae». A lui si devono scoperte archeologiche come Akrai, Selinunte ed Eraclea Minoa.
Scheda
- Autore
- Tommaso Fazello
- Area
- Storia e memorie
- Serie
- I Sempreverdi
- Genere
- Storia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 1466
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-1890






