
Istoria civile del Regno di Napoli, volume sesto
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Il libro
Sesto volume di un'ampia storia civile e giuridica del Regno di Napoli medievale, dedicato alle contese dinastiche angioine seguite alla morte di re Carlo II. Il libro ricostruisce con rigore documentario la disputa per la successione al trono tra il giovane re d'Ungheria e Roberto d'Angiò, risolta dal pontefice Clemente V grazie all'abilità del giurista Bartolommeo di Capua, e prosegue narrando intrighi matrimoniali, alleanze tra casate come i Sanseverino e tensioni tra potere regio, feudalità e autorità papale. Fondato su fonti giuridiche e cronachistiche del tempo, il volume offre un'analisi approfondita dei meccanismi di potere, diritto e diplomazia nel Mezzogiorno d'Italia tra Trecento e primi anni del Quattrocento, tassello centrale di una delle opere storiografiche più influenti del Settecento italiano.
L’autore
Nato a Ischitella nel 1676, Pietro Giannone fu saggista, giurista e storico, tra le figure di spicco dell'Illuminismo italiano. Lasciato il paese natale a diciotto anni per studiare giurisprudenza a Napoli, vi entrò in contatto con l'ambiente intellettuale vicino a Giambattista Vico e maturò un forte interesse per gli studi storici, che lo occupò per un ventennio nella stesura della sua opera più nota, «Dell'istoria civile del regno di Napoli», il cui contenuto gli procurò numerosi problemi con la Chiesa. Costretto a lasciare Napoli, trovò rifugio e protezione a Vienna presso la corte asburgica, per poi trasferirsi a Venezia, dove rifiutò sia una cattedra universitaria a Padova sia un incarico di consulente giuridico della Serenissima, che nel 1735 lo espulse dai suoi territori. Dopo un peregrinare tra varie città italiane, giunse a Ginevra, dove scrisse l'opera dal forte impianto anticlericale «Il Triregno», che gli costò una nuova persecuzione ecclesiastica culminata nella cattura, avvenuta con un tranello in Savoia nel 1736. Recluso per dodici anni nelle prigioni sabaude, fu costretto ad abiurare le proprie idee ma non riottenne mai la libertà: morì nel 1748 nella fortezza della Cittadella di Torino, dopo aver composto in carcere alcuni dei suoi scritti più celebri.
Scheda
- Autore
- Pietro Giannone
- Area
- Storia e memorie
- Serie
- I Sempreverdi
- Genere
- Storia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 373
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-1378






