
Commedie
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Il libro
Raccolta di commedie in lingua genovese che mette in scena, con dialoghi serrati e comicità di situazione, i vizi e le smanie di distinzione della borghesia cittadina settecentesca. Stefano De Franchi segue Florindo e Flaminio irritati dalle smorfie affettate di due dame, il servo Buffalaballa che si atteggia a poeta e uomo di spirito, e famiglie alle prese con nozze, banchetti e questioni di decoro sociale, tra citazioni pretenziose e battute pungenti. Con arguzia satirica e uso sapiente del dialetto ligure, l'autore restituisce un vivace affresco di costume della Genova d'antico regime.
L’autore
Nato a Genova nel 1714, noto anche con lo pseudonimo di Micrilbo Termopilatide, fu un nobile patrizio considerato uno degli ultimi poeti della Repubblica di Genova. Scrisse opere in lingua genovese, tra cui la raccolta «Ro chittarrin, o sæ, strofoggi dra Muza» (1772) e una versione in vernacolo di alcuni canti della «Gerusalemme liberata» del Tasso, oltre a commedie tradotte dal francese. È ricordato soprattutto per lo scritto introduttivo alla sua raccolta poetica, nel quale difese la dignità della lingua genovese, all'epoca considerata un idioma corrotto rispetto al francese o al toscano letterario. A differenza di altri difensori del genovese, più concentrati sulla critica dei costumi, De Franchi adottò un approccio razionale, sostenendo che l'assenza di vocabolari organici non significasse affatto povertà lessicale della lingua, anticipando così la stagione successiva di studi e dizionari dedicati al dialetto ligure. Morì a Genova nel 1785.
Scheda
- Autore
- Stefano De Franchi
- Area
- Teatro
- Serie
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 76
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-1446






