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Il libro
Raccolta di racconti ambientati tra le Alpi Apuane e Carrara, dove la fatica dei cavatori si intreccia con paesaggi marini e vicende umane segnate dal lavoro e dal silenzio della terra. Si apre con un ritratto della terra d'Apuania, dominata dalla mole delle cave che hanno generato secoli di fatica e mani nodose, per poi svolgersi in scene di vita quotidiana tra osterie, carrettieri e figure femminili segnate dal tempo, come la silenziosa Maria Rosa che serve gli uomini fra tavoli unti. Prosa evocativa e asciutta restituisce volti, gesti e atmosfere sospese di una regione stretta tra montagna e mare, tra durezza del lavoro e dignità popolare.
L’autore
Nato a Ravanusa, in Sicilia, nel 1898, Biagio Zagarrio si laureò in giurisprudenza ed esercitò per tutta la vita la professione di procuratore delle imposte, affiancandola alla scrittura poetica e narrativa. Zio del poeta Giuseppe Zagarrio, ottenne il suo maggior riconoscimento nel 1949, quando la raccolta di liriche Sereno gli valse il Premio Viareggio per la poesia, assegnato ex aequo con Ugo Moretti. Tra le sue altre opere si ricordano le raccolte poetiche Gli uomini della Piana (1934) e Il turno (1939), la raccolta di novelle È già una signorina la bimba (1938) e i racconti postumi Il nostro paradiso perduto (1952). La sua produzione, pur circoscritta e meno nota rispetto ad altri autori del Novecento, testimonia una vena lirica attenta ai paesaggi e alle atmosfere della sua Sicilia natale. Morì a Genova nel 1951.
Scheda
- Autore
- Biagio Zagarrio
- Area
- Narrativa
- Serie
- I Sempreverdi
- Genere
- Narrativa letteraria
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 48
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-825






