
Vittorio Cian
Vittorio Cian nacque a San Donà di Piave nel 1862 e morì a Ceres nel 1951. Laureatosi in Lettere a Torino nel 1885, insegnò come docente universitario a Messina, Pisa, dove ebbe tra gli studenti Umberto Saba, Pavia e infine Torino, città in cui si stabilì definitivamente dal 1913 e di cui divenne accademico delle scienze. Diresse a lungo il Giornale storico della letteratura italiana e collaborò con Nuova Antologia. Impegnato politicamente, fu tra i fondatori del Partito nazionalista nel 1910 e sostenne con convinzione l'intervento italiano nella prima guerra mondiale, attirandosi le critiche del giovane Antonio Gramsci. Aderì con entusiasmo al fascismo, firmando nel 1925 il Manifesto degli intellettuali fascisti promosso da Giovanni Gentile, e fu nominato senatore nel 1929. Dopo la caduta del regime venne deferito per il suo ruolo di presidente di commissione legislativa fascista, provvedimento decaduto nel 1948. Tra i suoi studi più importanti si ricordano le edizioni curate del «Cortegiano» di Baldassarre Castiglione e delle prose di Ugo Foscolo, oltre a numerosi saggi di…
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