
Vittorio Betteloni
Vittorio Betteloni nacque a Verona nel 1840 e morì a Castelrotto di San Pietro in Cariano nel 1910. Cominciò a scrivere versi da adolescente, incoraggiato dal padre Cesare, anch'egli poeta, e dopo la morte di questi fu affidato alle cure del poeta Aleardo Aleardi. Si laureò in legge a Pisa nel 1862, dove compose le liriche del «Canzoniere dei vent'anni». Tornato a Verona, condusse una vita appartata, interrotta da soggiorni milanesi nell'ambiente della Scapigliatura, dove strinse amicizia con Emilio Praga. Nel 1875 conobbe Giosuè Carducci, che apprezzò la sua poesia e ne firmò la prefazione ai «Nuovi versi» del 1880: un legame destinato a durare tutta la vita. Insegnò letteratura italiana a Verona e si dedicò anche alla traduzione, volgendo in italiano opere di Byron, Goethe e Robert Hamerling. La sua poesia, volutamente prosastica e attenta ai piccoli casi quotidiani, si distacca sia dall'enfasi risorgimentale sia dal patetismo romantico, anticipando in parte il crepuscolarismo. Tra le raccolte principali figurano «In primavera», «Nuovi versi» e «Crisantemi».
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