
Virgilia D'Andrea
Nata a Sulmona nel 1888 e rimasta presto orfana, crebbe in un convento sotto una rigida educazione cattolica che non riuscì a condizionarne le scelte future. Divenuta maestra, si avvicinò al mondo anarchico attraverso il contatto con ambienti antimilitaristi abruzzesi e, nel 1917, incontrò l'anarco-sindacalista Armando Borghi, che divenne suo compagno di vita e di militanza politica. Diresse il periodico Guerra di Classe, organo dell'Unione Sindacale Italiana, ed entrò a far parte della segreteria nazionale del sindacato nel 1920. Come poetessa pubblicò opere di forte impegno politico, tra cui «La presa e la resa delle fabbriche» (1920), ispirata alle lotte operaie e alla Rivoluzione d'Ottobre, e la raccolta «Tormento», dedicata a Errico Malatesta, che la definì la poetessa dell'anarchia. Arrestata più volte con l'accusa di cospirazione contro lo Stato, scrisse anche «Non sono vinta» come atto di sfida dopo la detenzione. Perseguitata dalle autorità italiane, riparò in Francia e successivamente negli Stati Uniti, dove proseguì l'attività politica e letteraria tra gli ambienti…

