
Remigio Zena
Gaspare Invrea, che scelse lo pseudonimo di Remigio Zena, nacque a Torino nel 1850 da un'illustre famiglia nobile ligure e ricevette un'educazione tradizionale e religiosa, arruolandosi nel 1867 negli zuavi pontifici fino alla Breccia di Porta Pia. Laureatosi in giurisprudenza, fece carriera nella magistratura militare, coltivando parallelamente una vocazione letteraria che lo avvicinò alla scapigliatura e al verismo, movimenti con cui entrò in contatto durante un soggiorno parigino accanto a esponenti come Arrigo Boito ed Emilio Praga. Collaborò con diverse riviste letterarie genovesi e pubblicò raccolte poetiche come le «Poesie grigie» e romanzi quali «La bocca del Lupo» e «L'Apostolo», quest'ultimo ambientato nella Roma di Leone XIII e incentrato sul conflitto interiore fra fede religiosa e rigide istituzioni ecclesiastiche. Nella sua opera, segnata da un idealismo religioso di fondo, convivono venature satiriche e influssi naturalistici, e alcuni suoi versi sono stati letti come anticipazioni del futurismo. Morì a Genova nel 1917.
3 libri


