
Pietro Gori
Nato a Messina nel 1865 da genitori toscani, Pietro Gori si trasferì da ragazzo con la famiglia a Livorno, dove dopo una breve parentesi in un'associazione monarchica aderì al movimento anarchico, diventandone in breve tempo una delle figure più autorevoli. Avvocato laureato a Pisa nel 1889 con una tesi sul rapporto tra miseria e criminalità, subì numerosi arresti per la sua attività politica e pubblicistica, tra cui una condanna nel 1890 per aver organizzato manifestazioni del Primo Maggio. Trasferitosi a Milano, esercitò la professione legale nello studio di Filippo Turati e partecipò a congressi socialisti e anarchici, oltre a tradurre in italiano il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels. Fu tra i più critici oppositori dell'ala gradualista del movimento operaio, che portò alla nascita del Partito Socialista Italiano. Oltre all'impegno politico e teorico, Gori è ricordato come autore di alcune delle più celebri canzoni anarchiche di fine Ottocento, come Addio a Lugano e La ballata di Sante Caserio, spesso composte adattando versi propri a melodie popolari già…




