
Pietro Cossa
Nato a Roma nel 1830 da una modesta famiglia originaria di Arpino, Pietro Cossa rimase orfano di padre in giovane età e fu educato da uno zio sacerdote appassionato di classici latini. Espulso dal collegio dei Gesuiti per la sua indole ribelle, partecipò ai moti del 1849 e fu costretto all'esilio in America Latina, dove si esibì come cantante lirico in Perù e Cile. Tornato in Italia nel 1857, si stabilì infine a Roma dedicandosi all'insegnamento e al giornalismo, oltre che alla scrittura di poesie e libretti d'opera. La sua fama di drammaturgo si consolidò con il «Nerone» (1872), considerato il suo capolavoro, seguito da altri drammi storici in versi come «Messalina», «Giuliano l'Apostata» e «I Borgia», opere che rivelano una spiccata vena anticlericale. Iniziato in Massoneria nel 1874, fu ricordato dopo la morte con una statua eretta a Roma per volontà degli ambienti massonici. Il suo teatro, incentrato su grandi figure storiche, mescolava classicismo, tradizione popolare e tecnica verista. Morì a Livorno nel 1881, colpito dal tifo durante un soggiorno nella città toscana.
1 libro

