
Piero Gobetti
Piero Gobetti nacque a Torino nel 1901, figlio unico di piccoli commercianti che investirono ogni risorsa nella sua istruzione. Ancora studente liceale fondò nel 1918 la rivista «Energie Nove», dando avvio a un'intensa attività di giornalista e editore che lo avrebbe reso, nonostante la brevissima vita, una delle figure politiche e culturali più significative dell'Italia degli anni Venti. Laureatosi in giurisprudenza a Torino con una tesi su Vittorio Alfieri, fondò e diresse le riviste «La Rivoluzione liberale» e «Il Baretti», oltre a un'omonima casa editrice, elaborando un pensiero liberale radicale, influenzato da Luigi Einaudi e da Gaetano Salvemini, che si tradusse in una critica serrata alla classe dirigente italiana e, con l'avvento del fascismo, in un'aperta opposizione al regime. Perseguitato per le sue posizioni antifasciste, fu costretto all'esilio in Francia, dove morì a Parigi nel 1926, non ancora venticinquenne, lasciando un'eredità intellettuale che ne fa uno dei più importanti pensatori politici italiani del Novecento.

