
Michele Uda
Nato a Cagliari nel 1830, Michele Uda fu tra i precursori del romanzo a sfondo sociale in Italia, genere che nella seconda metà dell'Ottocento andò progressivamente sostituendo il romanzo storico ormai in declino, tanto da essere spesso citato come modello da Paolo Valera. Attraverso i propri scritti si proponeva di contribuire alla formazione di una coscienza nazionale nel popolo. Lasciò la Sardegna nel 1850 per trasferirsi prima a Milano e poi a Napoli, dove si dedicò al giornalismo diventando redattore de «Il Pungolo»; da quelle colonne polemizzò con Verdinois sulla lingua usata da Eduardo Scarpetta, difendendone le innovazioni linguistiche contro chi le considerava un ibrido scorretto fra dialetto e italiano. Insieme al fratello Felice continuò a seguire le vicende della sua terra d'origine collaborando al giornale «La Bussola». Fu critico d'arte, romanziere e commediografo apprezzato, e morì a Napoli il 22 aprile 1898.

