
Maurizio Quadrio
Nato a Chiavenna nel 1800 da una famiglia di antiche origini, Maurizio Quadrio studiò all'Università di Pavia sotto Giandomenico Romagnosi ed entrò presto in contatto con la Carboneria. Dopo un primo arresto nel 1820 e la partecipazione ai moti liberali del 1821, fu costretto a un lungo esilio che lo portò a Genova, dove conobbe Giuseppe Mazzini, e poi in Spagna, Francia, Svizzera e persino in Russia, dove lavorò come precettore. Partecipò al moto polacco del 1830 e, tornato clandestinamente in Italia, fu condannato a morte dagli austriaci, pena poi commutata in carcere. Tornato a Chiuro, si dedicò all'assistenza dei malati di colera negli anni Trenta dell'Ottocento. Nel 1848 fu commissario mazziniano per la Valtellina durante le Cinque giornate di Milano, per poi ricoprire ruoli di segretario nei governi provvisori toscano e romano al fianco del triumvirato Mazzini-Armellini-Saffi. Esule di nuovo dopo la caduta della Repubblica Romana, visse tra Marsiglia, la Svizzera e Londra, dove diresse il periodico mazziniano «Pensiero ed azione». Tornato definitivamente in Italia nel 1859…
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