
Luigia Codemo
Nata a Treviso nel 1828 da una famiglia di intellettuali, con un padre insegnante di lettere e una madre poetessa e traduttrice, viaggiò molto in Italia e all'estero, studiò pittura a Firenze ed ebbe modo di frequentare importanti letterati come Manzoni, Tommaseo e Giusti. Nel 1851 si stabilì a Venezia dopo il matrimonio con Carlo di Gerstenbrandt. Esordì come romanziera nel 1856 con «Le memorie d'un contadino», opera che raccontava le vicende di un giovane di campagna trasferitosi in città e che riscosse successo per la vivida descrizione degli ambienti domestici e per l'adesione, evidente nel testo, agli ideali dell'indipendenza italiana. Pur mostrando un linguaggio non sempre curato, seppe costruire personaggi, in particolare femminili, dal carattere netto e ben delineato. Fu anche autrice di testi teatrali e apprezzata disegnatrice, con illustrazioni pubblicate su periodici dell'epoca. La sua vasta produzione, che spazia tra racconti, romanzi, poesie e cronache di viaggio, la colloca tra le voci significative della letteratura veneta dell'Ottocento. Morì a Venezia nel 1898.
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