
Leonardo Bruni
Nato ad Arezzo nel 1370, Leonardo Bruni, detto l'Aretino, fu una delle figure più autorevoli dell'umanesimo fiorentino, tanto da ricoprire la massima carica di governo della Repubblica, quella di Cancelliere, nella prima metà del Quattrocento. Allievo di Giovanni Malpaghini, si distinse come oratore raffinato e prese parte alla disputa sulla dignità della lingua volgare, elaborando nel dialogo «Ad Petrum Paulum Histrum» una difesa di Dante, Petrarca e Boccaccio contro chi li giudicava scrittori minori per non aver usato il latino. È considerato il più importante storico umanista del primo Rinascimento e per alcuni il primo storico moderno, per essere stato tra i primi a suddividere la storia in età antica, medioevo ed età moderna. La sua opera maggiore, gli «Historiarum Florentini populi libri XII», rappresenta il capolavoro della storiografia umanistica e influenzò storici successivi come Paolo Giovio e Paolo Sarpi. Scrisse anche biografie di Dante e Petrarca. Morì a Firenze nel 1444 ed è sepolto in un celebre monumento in Santa Croce.

