
Giustino Ferri
Nato a Picinisco nel 1856, Giustino Ferri fu scrittore e giornalista. Laureatosi in giurisprudenza a Napoli, si trasferì a Roma nel 1880 e collaborò con numerose testate del panorama letterario romano, tra cui il «Capitan Fracassa» e la «Cronaca Bizantina», dove tenne con Matilde Serao una rubrica di cronaca mondana. Fu anche apprezzato critico teatrale per diverse riviste fino alla morte. Frequentatore assiduo dell'ambiente letterario capitolino, in particolare al Caffè Bussi, intrattenne rapporti stretti con Gabriele D'Annunzio, Luigi Capuana e Luigi Pirandello. La sua produzione, vastissima e comprendente sedici romanzi, un centinaio di racconti e circa mille articoli, risente della lezione della Scapigliatura, del Verismo e dello stesso D'Annunzio narratore, senza tuttavia lasciarsi ascrivere a una scuola definita: fu un autore eclettico per vocazione, capace anche di anticipare la fantascienza italiana con il romanzo «La fine del secolo XX». Morì a Roma nel 1913.


