
Giuseppe Vannicola
Giuseppe Vannicola nacque a Montegiorgio nel 1876 e fu violinista, traduttore, scrittore, poeta, giornalista ed editore italiano, figura eccentrica della bohème letteraria di inizio Novecento. Fu primo violino dell'orchestra del Teatro alla Scala, suonando anche sotto la direzione di Arturo Toscanini, prima di abbandonare la carriera musicale e vivere per un periodo come novizio nell'Abbazia di Montecassino. Amico di intellettuali come Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, Filippo Tommaso Marinetti e André Gide, collaborò con riviste di primo piano quali «Leonardo», «La Voce» e «Lacerba». Fu autore di raccolte poetiche come «Trittico della Vergine» e del romanzo «Il veleno», oltre che traduttore, primo in Italia, di racconti di Oscar Wilde come «Il fantasma di Canterville» e «Il delitto di Lord Savile», e di testi di Thomas De Quincey e del conte di Gobineau. Nel 1913 fu coinvolto in una polemica sull'accusa di plagio che vide intervenire, tra gli altri, lo stesso Gide. Morì a Capri nel 1915.
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