
Giuseppe Lipparini
Nato a Bologna nel 1877 e morto nella stessa città nel 1951, Giuseppe Lipparini fu critico letterario, poeta e scrittore, oltre che docente: insegnò letteratura italiana a Urbino, Matera e Palermo, e in seguito storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Bologna, di cui divenne presidente. Fu anche giornalista per testate come il Resto del Carlino, il Corriere della Sera e il Messaggero di Roma, e guidò per trent'anni l'Associazione per le Arti Francesco Francia. Aderì al neoclassicismo, movimento che guardava ai classici latini e alla tradizione italiana da Dante a Leopardi come modello di riferimento, e in saggi come «Arte e Stile» difese con convinzione il valore del latino e la vitalità della lingua letteraria italiana. Come poeta risentì dell'influenza di Pascoli, pubblicando raccolte quali «Sogni» e «I canti di Mèlitta»; scrisse inoltre prose, monografie su autori italiani e testi scolastici di grammatica e retorica. Il suo romanzo più originale resta «Il signore del tempo» (1902-1904), incentrato sull'invenzione di un dispositivo capace di mostrare il passato: un'opera…







