
Giulio Pinchetti
Giulio Pinchetti nacque a Como nel 1844, figlio di un primario chirurgo, e si tolse la vita a Milano nel 1870, a soli ventisei anni. Laureatosi in Legge a Pavia, fu poeta e giornalista segnato da un profondo pessimismo e da un atteggiamento ribelle verso ogni istituzione, tanto da rifiutare sia il conservatorismo sia la retorica rivoluzionaria dei repubblicani. Fu vicino, per formazione e sensibilità culturale, agli ambienti della Scapigliatura milanese, frequentando figure come Emilio Praga e Arrigo Boito. La sua vita fu segnata da lutti ravvicinati, tra cui la morte del padre, dell'amata Luisa Cassani e della sorella ventenne, che aggravarono il suo stato di prostrazione. Dopo aver pubblicato la raccolta «Versi» nel 1868, si trasferì a Milano collaborando con la «Gazzetta di Milano». Nella sua opera, tra cui la poesia «La città del sole», tracciò un ritratto angosciato di un'Italia socialmente insopportabile, riflesso della crisi esistenziale che lo condusse infine al suicidio con un colpo d'arma da fuoco.
1 libro

