
Giulio Cesare Croce
Nato a San Giovanni in Persiceto nel 1550, Giulio Cesare Croce fu scrittore, cantastorie, commediografo ed enigmista. Figlio di un fabbro e fabbro egli stesso, abbandonò progressivamente il mestiere di famiglia per dedicarsi al racconto orale, esibendosi accompagnato dal violino in corti, fiere e mercati, senza mai godere della protezione di un mecenate. Autodidatta di grande successo, restò ai margini dei circuiti letterari ufficiali del suo tempo, pur avendo contatti documentati con importanti letterati come Giovan Battista Marino, e trovò il proprio pubblico soprattutto tra la gente comune. La sua opera più celebre è il ciclo di «Bertoldo», in cui l'astuzia e il buon senso di un contadino rozzo ma arguto prevalgono sui raggiruanti cortigiani, dando voce, in un'epoca di letteratura indifferente agli umili, alla sensibilità popolare barocca; il personaggio ebbe un seguito con «Bertoldino» e ispirò più tardi anche tre film. Lasciò oltre seicento opere in italiano e in vari dialetti, tra cui il bolognese. Ebbe due mogli e quattordici figli e morì in povertà a Bologna nel 1609.


