
Giovanni Giolitti
Politico italiano tra i più influenti della storia unitaria, nacque a Mondovì nel 1842 e morì a Cavour nel 1928. Cinque volte presidente del Consiglio, guidò il governo o il Ministero dell'interno quasi ininterrottamente dal 1901 al 1914, un periodo così segnato dalla sua azione da essere ricordato come «età giolittiana». Maestro del trasformismo politico, perseguì una linea di governo moderata e prudente, mirata a isolare gli estremismi e a preservare l'ordine sociale, pur promuovendo importanti riforme a favore delle classi popolari, la nazionalizzazione di ferrovie e telefoni e politiche economiche che accompagnarono il primo boom industriale italiano. Fu duramente criticato sia dalla destra liberista sia dalla sinistra, che lo accusò di tollerare pratiche elettorali scorrette nel Mezzogiorno. Tornato al governo nel 1920, pose fine all'impresa di Fiume, ma non riuscì a contenere le tensioni del primo dopoguerra; votò la fiducia al primo governo Mussolini nel 1922, per poi passare all'opposizione del fascismo dal 1924.
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