
Giovanni Cena
Poeta e scrittore italiano, nacque a Montanaro nel 1870 e morì a Roma nel 1917. Di famiglia molto povera, riuscì a studiare a Torino e poi all'università sotto la guida di Arturo Graf, prima di trasferirsi a Roma nel 1902 come capo redattore della rivista «Nuova Antologia», dove ebbe anche una relazione sentimentale con la scrittrice Sibilla Aleramo. A partire dal 1904, insieme al medico Angelo Celli e a un piccolo gruppo di studiosi, si dedicò con passione al risanamento e all'alfabetizzazione delle popolazioni dell'Agro Romano e delle paludi pontine, aprendo scuole in capanne, chiese abbandonate e vagoni ferroviari dismessi, spesso in aperto conflitto con i latifondisti locali. Allo scoppio della prima guerra mondiale visitò il fronte e organizzò scuole per i soldati feriti analfabeti. Autore di raccolte poetiche come «In umbra» e «Madre», è ricordato soprattutto per il romanzo sociale «Gli ammonitori», che testimonia la difficile vita nelle campagne romane a inizio Novecento. Morì di polmonite pochi anni dopo l'inizio della guerra.
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