
Giovanna Gulli
Giovanna Gulli morì prematuramente il 17 agosto 1939, lasciando scarse tracce biografiche, ricostruite soprattutto grazie ai ricordi di chi la conobbe, come Cesare Zavattini e Leonida Repaci, che ne tramandarono un ritratto fisico intenso, segnato da magrezza e capelli fiammeggianti. Era la primogenita di sei figli di una famiglia dell'alta borghesia di Reggio Calabria, la cui agiatezza svanì a causa del tracollo economico del padre, proprietario terriero incapace di amministrare i propri beni. Costretta a interrompere gli studi dopo il ciclo di avviamento al lavoro, cercò invano un'occupazione nella città natale prima di trasferirsi a Messina insieme alla sorella Carmen. Qui, grazie a un amico, ottenne un impiego come segretaria presso un'agenzia giornalistica e riuscì a pubblicare alcuni racconti sulla «Gazzetta di Messina». In quel periodo iniziò a scrivere quello che sarebbe rimasto il suo unico romanzo, Caterina Marasca, ma dovette lasciare il lavoro dopo aver respinto le attenzioni indesiderate del proprio superiore.
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