
Giorgio Bolza
Nato a Chiasso nel 1880 da una nobile famiglia originaria di Como, Giorgio Bolza si trasferì giovanissimo a Milano, dove trascorse il resto della vita lavorando come impiegato bancario. Affetto da una forte sordità che gli rendeva difficile la comunicazione, trovò nella scrittura in dialetto milanese il proprio linguaggio d'elezione, componendo poesie delicate e sentimentali oltre a numerose commedie teatrali e atti unici. Divenne una figura di riferimento del teatro dialettale meneghino grazie a testi molto popolari come «Ona volada de strasc» del 1925 e «La bionda de Porta Cicca» del 1930, capaci di ritrarre con ironia e affetto i tipi e le atmosfere della Milano popolare del primo Novecento. Nel corso della sua lunga carriera scrisse decine di opere teatrali, oltre a raccolte poetiche in dialetto come «La ranza» e «Canzôn e sógn», e si dedicò anche al radiodramma negli ultimi anni di attività. Fu inoltre autore di canzoni patriottiche durante la Prima guerra mondiale. Morì a Milano il 1º dicembre 1945 e fu sepolto al Cimitero Maggiore della città che lo aveva adottato.
2 libri

