
Francesco Crispi
Nato a Ribera nel 1818 da una famiglia di origine albanese, Francesco Crispi fu politico e militare, figura di primo piano del Risorgimento. Avvocato di formazione mazziniana, fu tra gli organizzatori della rivoluzione siciliana del 1848 e uno dei principali ideatori e sostenitori della spedizione dei Mille, a cui partecipò personalmente. Passato alla causa monarchica nel 1864, divenne il primo meridionale a guidare il governo del Regno d'Italia, ricoprendo la carica di presidente del Consiglio in due periodi, tra il 1887 e il 1896, oltre ai dicasteri degli Esteri e dell'Interno. Anticlericale convinto e ostile allo Stato Pontificio, promosse riforme sociali significative, come il codice Zanardelli che abolì la pena di morte, ma represse duramente anarchici, socialisti e i moti dei Fasci siciliani. In politica estera coltivò l'alleanza con la Germania in funzione antifrancese, mentre l'ambiziosa politica coloniale in Africa si concluse con la disfatta di Adua del 1896, che pose fine alla sua carriera politica. Morì a Napoli nel 1901.
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