
Filippo Bottazzi
Nato a Diso, nel Leccese, nel 1867, Filippo Bottazzi è considerato il padre della biochimica italiana. Laureatosi in medicina alla Sapienza di Roma nel 1893 con il massimo dei voti, fu chiamato a Firenze dal fisiologo Giulio Fano, dove elaborò la teoria della contrattilità del sarcoplasma per spiegare lo sviluppo muscolare, attirando l'attenzione dello studioso inglese Michael Foster e tenendo un corso a Cambridge nel 1898. Vinse la cattedra di fisiologia a Genova nel 1902 e nel 1904 si trasferì a Napoli, città a cui rimase legato per il resto della carriera, rifiutando persino la prestigiosa cattedra romana lasciata libera dalla morte di Luciani. Autore di oltre trecento pubblicazioni scientifiche, scrisse opere fondamentali come il «Trattato di Chimica Fisiologica», riferimento per trent'anni della biochimica italiana, e curò gli scritti di Spallanzani. Ricevette tre candidature al premio Nobel tra il 1925 e il 1938, ripetute nel 1941, anno in cui lo scoppio della guerra bloccò le assegnazioni. Morì nel paese natale nel 1941.
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