
Ferdinando Galiani
Nato a Chieti nel 1728 da famiglia pugliese, Ferdinando Galiani si formò a Napoli sotto la guida dello zio Celestino Galiani, venendo a contatto con il pensiero di Vico e diventando allievo di Antonio Genovesi. Nel 1751 pubblicò il trattato «Della moneta», in cui anticipò temi dell'utilitarismo elaborando una teoria del valore economico dei beni fondata sul rapporto tra quantità e qualità del lavoro, tempi di produzione, utilità e rarità. Tra il 1759 e il 1769 fu segretario d'ambasciata a Parigi, dove frequentò i salotti letterari e conobbe Madame d'Épinay e Diderot; avvicinatosi inizialmente alle teorie fisiocratiche, se ne distaccò pubblicando nel 1770 i «Dialoghi sul commercio dei grani», in cui difese la necessità di adattare le politiche economiche alle condizioni storiche e sociali dei singoli paesi. Tornato a Napoli si dedicò anche alla linguistica, pubblicando un trattato sul napoletano, e scrisse il libretto per l'opera «Socrate immaginario» musicata da Paisiello. Morì nella città partenopea nel 1787.
1 libro

