
Ferdinando Bosio
Nato a Castiglione delle Stiviere nel 1824, Ferdinando Bosio fu sacerdote e insegnante presso il seminario vescovile di Mantova, e prese parte alla congiura antiaustriaca che sarebbe sfociata nella tragica vicenda dei Martiri di Belfiore. Il 1º gennaio 1852, durante una perquisizione condotta per scoprire delle banconote false in casa di un conoscente a Castiglione delle Stiviere, la polizia rinvenne casualmente una cartella del prestito nazionale di Mazzini; la confessione del proprietario condusse all'arresto di don Bosio, mentre altri cospiratori, tra cui Giovanni Acerbi e Benedetto Cairoli, riuscirono a fuggire. Dopo venticinque giorni di dura prigionia fece il nome di don Enrico Tazzoli, coordinatore del movimento antiaustriaco, e rivelò altri capi della congiura, che vennero in seguito giustiziati; si salvò la vita ma uscì moralmente disfatto dal carcere di Mantova e da quello di Josefstadt. Trascorse alcuni anni nella parrocchia di Casalromano, poi lasciò il sacerdozio e prese moglie, diventando infine pastore evangelico a Milano, città dove morì nel 1879.
1 libro

