
Ercole Santucci
Vissuto tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, fu ballerino e maestro di danza attivo probabilmente tra Perugia e Roma, sebbene della sua vita si sappia molto poco. Si definì egli stesso «Ercole Santucci Perugino», indicazione che suggerisce un legame con Perugia come luogo natale o di residenza. La sua fama è legata a un unico trattato, «Mastro da Ballo», tramandato manoscritto e datato 1614, concepito per permettere a ogni allievo di apprendere qualsiasi tipo di ballo senza bisogno di altra scuola. Il manoscritto reca lo stemma della famiglia Barberini, a testimonianza di un legame con questa casata e quindi con l'ambiente romano. L'opera raccoglie 214 regole dedicate ai passi e alla postura, e nella terza parte presenta dieci coreografie che Santucci non compose interamente da sé, ma riprese da opere già stampate, come «Il Ballarino» di Fabritio Caroso e «Le Gratie d'Amore» di Cesare Negri. Ciò nonostante, le variazioni introdotte rivelano uno stile personale e un contributo originale all'arte coreutica, con un interesse particolare per le variazioni…
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