
Enrico Annibale Butti
Enrico Annibale Butti nacque a Milano nel 1868 e, pur laureato in giurisprudenza a Modena, si dedicò fin da subito alla letteratura e al teatro, diventando uno degli scrittori e drammaturghi italiani più apprezzati a cavallo tra Otto e Novecento, nonostante la tisi che lo accompagnò per tutta la vita. Tra il 1892 e il 1897 scrisse romanzi psicologici incentrati sul contrasto tra sogno e realtà e sul conflitto generazionale, temi ripresi poi nei suoi drammi teatrali, che gli valsero il soprannome di «Ibsen italiano» per l'influenza del drammaturgo norvegese sulla sua opera. Fu l'unico autore italiano del teatro borghese dell'epoca a trattare sistematicamente temi religiosi e morali; tra i suoi capolavori si ricordano «L'utopia», «Lucifero» e «Fiamme nell'ombra». Nel 1910 compose «Il castello del sogno», il suo unico dramma in versi, rappresentato solo dopo la sua morte nel 1914. Si cimentò anche nel genere fantastico con il romanzo «L'anima» e il racconto «Il diavolo alla festa». Morì a Milano nel 1912.

