
Elia Benamozegh
Nato a Livorno nel 1823 da genitori ebrei marocchini originari di Fès, Elia Benamozegh fu rabbino, esegeta e cabalista italiano. Rimasto orfano di padre in giovane età, fu avviato dallo zio allo studio del Talmud e della cabala, disciplina che considerò da allora fondamentale per la piena comprensione dell'ebraismo. Divenuto rabbino della propria città natale, fu considerato figura liberale pur restando fedele alla tradizione. Autore prolifico in ebraico, italiano e francese, scrisse opere di commento biblico come «Em la-Miqrah» e testi di confronto interreligioso, tra cui «Morale ebraica e morale cristiana» e, pubblicato postumo nel 1914, «Israele e l'umanità», dedicato al tema della religione universale. Si occupò anche di questioni civili e pacifiste, come dimostra «Le Crime de la Guerre Dénoncé à l'Humanité» (1881), premiato dalla Ligue de la Paix. La sua riflessione cabalistica, che intrecciava tradizione ebraica e filosofia universale, influenzò studi successivi sull'esoterismo ebraico italiano. Morì a Livorno nel 1900 e fu sepolto nella città che aveva ospitato la sua intera…
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