
Carolina Invernizio
Carolina Invernizio nacque a Voghera nel 1851, figlia di un funzionario delle Imposte; trasferitasi con la famiglia a Firenze nel 1865, rischiò l'espulsione dall'istituto magistrale per un racconto pubblicato sul giornale scolastico. Sposò nel 1881 un ufficiale dei bersaglieri e visse poi tra Torino e Cuneo. Esordì nel 1876 e, dal 1907, si legò in esclusiva all'editore Salani, per cui scrisse, in una carriera lunga quarant'anni, ben 123 romanzi, spesso pubblicati a puntate sui giornali. Fu tra le autrici più popolari del romanzo d'appendice italiano tra Otto e Novecento, con trame intricate di amore e morte, contrapposizioni nette tra eroi e diabolici antagonisti e un gusto spiccato per il mistero e l'orrore, evidente in titoli come «Il bacio d'una morta» e «La sepolta viva». Amatissima dal grande pubblico quanto derisa dalla critica, che le affibbiò soprannomi come «la casalinga di Voghera», fu definita da Antonio Gramsci «onesta gallina della letteratura popolare». Numerosi suoi romanzi furono adattati per il cinema muto e sonoro. Morì a Cuneo nel 1916.









