
Benoît Malon
Nato a Précieux nel 1841 da una famiglia di braccianti, fu politico e scrittore, tra le figure più rappresentative del socialismo francese dell'Ottocento e protagonista della Comune di Parigi. Rimasto presto orfano, lavorò come pastore prima di trasferirsi a Parigi, dove aderì nel 1865 all'Associazione Internazionale dei Lavoratori, organizzando scioperi e cooperative operaie insieme a Eugène Varlin. Eletto deputato all'Assemblea nazionale nel 1871, si dimise per protesta contro i preliminari di pace con la Prussia ed entrò nel Consiglio della Comune di Parigi, combattendo fino alla settimana di sangue. Fuggito in Svizzera, pubblicò una delle testimonianze più importanti sulla Comune, «La troisième défaite du Prolétariat français», e si avvicinò per un periodo alle posizioni anarchiche di Bakunin. Rientrato in Francia con l'amnistia del 1880, presiedette il congresso socialista di Saint-Étienne, sintetizzando la propria linea politica nella formula «rivoluzionari quando le circostanze lo esigono, riformisti sempre», e fondò nel 1885 «La Revue socialiste». Morì ad Asnières-sur-Seine…

